Autumnia

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a Novembre arrivano le foglie arancioni, arrivano le castagne, le farine nuove, l’olio verde extra vergine di oliva, i legumi secchi insieme ai primi freddi e alle pioggerelline uggiose.
ma arriva anche

Autumnia

 

la manifestazione dedicata all’agricoltura, all’ambiente e all’alimentazione che si è svolta a Figline Valdarno, quasi a casa mia praticamente.
una festa per il paese, nelle piazze, nelle vie.
io ci sono stata sabato 12 Novembre: c’era un delizioso sole (il giorno prima era piovuto tutto il giorno come se non dovesse mai smettere) e un freddo pizzicante.
mi piace girare fra i banchi dei prodotti a km zero, mi piace mettere il naso nelle farine, nei legumi. mi piace assaggiare e di assaggi ce ne sono stati tanti.
mi piace vedere le eccellenze del mio paese insomma, perchè il Valdarno è il mio posto, casa mia.
interessantissimo il corso di cucina per celiaci: la Gaia, Ginger Gluten Free, ci ha dimostrato che essere celiaci è un “inconveniente di percorso” ma non un limite,

si puo’ mangiare con gusto anche senza glutine.

sono testimone assaggiante di questa verità e quindi orecchiette di grano saraceno burro e cacio e la famosa “maialona”, una deliziosa schiacciata ripiena con salsiccia e stracchino dall’involucro croccante e leggero, aneddoto narrato da Gaia durante la preparazione: accompagnando la figlia (lei è Ginger ed è celiaca e da qui Ginger Gluten Free) a scuola tutte le mattina insieme ad altre mamme e bambine e fermandosi a comprare la merenda in un forno vicino alla scuola la Ginger soffre guardando la “maialona” con il glutine.  e cosa poteva fare secondo voi un cuore di mamma? fare la maialona gluten free ovviamente!

 

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e poi io adoro le blogger, adoro conoscere le mie “colleghe”!

e poi

GAETANO TROVATO, chef del Ristorante ARNOLFO

con la ricercatissima ricetta, Petto d’anatra con mela cotogna e crumble ai profumi senesi, con anatra a km zero. la ricerca e la cura nella scelta degli alimenti, la raffinatezza della cottura, la magia della presentazione ma, soprattutto la disponibilità a parlare della sua passione per la cucina, la simpatia di un uomo, la disponibilità a condividere piccoli segreti

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e poi Villa Casagrande:
io – Gaia, ma prendiamo l’auto per andare al ristorante Casagrande?
lei – no Sandra, è qui a due passi, dietro la piazza

ora, io ci lavoro in questa zona, a Figline Valdarno ci capito spesso, vuoi per banche, per acquisti, per uffici postali. conosco il centro storico, ci sono bei negozi, ottime pasticcerie, ambiente tranquillo tutto pedonale…… dove cavolo è questo ristorante porca miseria? mi domandavo…
in centro, dietro Piazza Marsilio Ficino, si, 5 minuti a piedi… un luogo incredibile, incantato nel centro del paese storico. un pezzo di rinascimento dentro la città, credetemi, un paradiso.

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l’ingresso imponente, l’ambiente curato nei minimi particoli dove si percepisce l’amore, la passione per il bello, per la conservazione, per la riscoperta e la valorizzazione del nostro territorio, delle nostre meraviglie.

tratto dal loro sito:

“Quell’antica casa, quelle vestigia di tempi lontani, quel silenzio ti trasportano lontano dai tumulti della vita e quasi ti punge un vago desiderio di riposare fra quelle mura ove ti sembra di avere trovato la pace”
Così Paolo Bourget, l’illustre romanziere francese, descrisse Villa Casagrande: «oh qu’il serait bon de vivre ici et d’y gouter la paix», replicava: «dites plutôt qu’il serait bon d’avoir cet état d’âme qui vous permît de vivre ici ed d’y gouter la paix!!»
La dimora storica Villa Casagrande, nel centro di Figline Valdarno, costruita, alla fine del 1300, da un notaio fiorentino, Ser Ristoro, venuto a Firenze nel 1384 e divenuto notaio della signoria, divenne da subito luogo privilegiato di artisti e filosofi.
Rifugio elegante e lontano dai rumori della città Villa Casagrande conserva intatto il fascino e l’allure di quel tempo, quando l’umanista Marsilio Ficino proprio qui impartiva le sue lezioni ai Serristori e all’alta aristocrazia agli albori del Rinascimento e le sue stanze ospitarono tra gli altri Carlo VII di Borbone, Re delle due Sicilie, Carlo V re di Spagna e sovrano del Sacro Romano Impero ed infine il principe e Maria Josè durante la luna di miele.
Villa Casagrande fu amata anche da Papa Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico, motivo per cui la famiglia Serristori ebbe il privilegio di aggiungere al proprio stemma la palla gigliata di casa Medici con le iniziali L. X.
Nel portico sono raccolti molti simboli di quei tempi: iscrizioni, frammenti originali o fedelmente riprodotti, stemmi di vicari, commissari, potestà, capitani che ancora oggi nei vari Palazzi Pretori della Toscana attestano i servizi resi dai Serristori alla Repubblica.

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un luogo incantato a 20 km da casa mia, una scoperta piacevolissima.  un grazie per l’accoglienza va naturalmente ai padroni di casa,  Claudia e Simone Luccioli, ospiti perfetti, accorti e orgogliosi di mostrare il loro lavoro: l’olio, il nostro pregiatissimo olio extra vergine di oliva, che ho avuto il piacere di assaggiare, e voi lo sapete che noi toscani siamo fissati per l’olio, e il vino, uve selezionate profumate e prodotte esclusivamente in zona. e poi la Signora Anna, anima della cucina e dell’accoglienza della Fattoria. io sono abituata a mangiare toscano, toscano fatto bene, ecco, la Signora è davvero una cultrice della cucina classica toscana. la sua ribollita batte tutti, i suoi accorgimenti, i suoi particolari sono stati entuasiasmanti.

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quindi, che dire, chiudo lo sproloquio, ringrazio Autumnia e Villa Casagrande e vi lascio alle fotografie, guardatele, non rendono l’idea della bellezza del luogo ma un’dea ve la potete fare!

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un grazie di cuore a tutti per la bellissima giornata.

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