Seppie con i piselli

Seppie con piselli

le seppie con i piselli sono un piatto che vive bene nel tempo. non invecchia, non stanca, non ha bisogno di effetti speciali. è una ricetta di mare semplice, domestica, rassicurante, di quelle che profumano la cucina mentre fanno il loro dovere con calma. pochi ingredienti, cottura dolce, sapori puliti: le seppie restano tenere e i piselli portano quella nota gentile che smussa il carattere iodato del mollusco. un secondo piatto leggero ma completo, perfetto con pane buono per la scarpetta o, se si vuole esagerare poco, con una polenta morbida. cucina tradizionale italiana di mare, senza nostalgia forzata.

le seppie con i piselli erano una delle ricette in cui mia mamma era eccelsa, l’ho guardata mentre le cucinava, le ho chiesto e richiesto i trucchi ma non sono mai riuscita ad eguagliare la sua ricetta. mi ricordo le scarpette, il pane intinto nel pomodoro che sapeva di mare e di zucchero, il centellinare il cibo nel piatto per farlo durare di più insieme a le chiacchere e le risate conviviali che erano tipiche del nostro desco familiare.

la ricetta è facile, davvero, basta seguire le istruizioni sotto. rimarrete contenti, credetemi, rimarrete molto contenti!

Musica per la ricetta

Cesaria Evora, Sangue de Beirona

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Tortini di riso cremosi

Tortini di riso cremosi

ci sono dolci che nascono per essere ammirati e altri che nascono per essere mangiati.
la torta di riso (in questo caso la versione tortini di riso cremosi) appartiene senza esitazione alla seconda categoria.
è un dolce che arriva da lontano, fatto di avanzi intelligenti, di latte caldo sul fuoco e di cucchiai che girano piano. nessuna glassa, nessuna architettura: solo riso, uova, zucchero e il tempo necessario perché tutto si metta d’accordo.

eppure, quando la porti in tavola intera, con quella superficie appena dorata e l’interno che trema ancora un po’, diventa improvvisamente una torta importante. da compleanno, persino. Di quelli veri.

questa versione nasce da del riso Carnaroli già lessato, in abbondante quantità e poi lasciato a languire nel contenitore in frigorifero e, recuperato per mettere fine ai miei sensi di colpa – c’è chi muore letteralmente di fame e non mi sembra rispettoso buttare via il cibo-, e trasformato in qualcosa di decisamente godurioso. il riso l’ho rimesso sul fuoco con il latte, profumato con agrumi e spezie, fino a che non diventa cremoso, quasi un risotto dolce.
poi si aggiunge il resto, senza montare nulla, senza cercare aria: questa torta ama la densità, non la leggerezza ostentata.

il risultato è un dolce compatto ma morbido, che si taglia bene, si serve bene e soprattutto si conserva bene. il giorno dopo è persino migliore, come tutte le cose che non hanno fretta di piacere.

io l’ho fatta in versione mini, usando piccoli contenitori in ceramica: perfette per un compleanno informale, per un buffet o semplicemente per avere porzioni già felici e fotogeniche. nessuna decorazione necessaria, al massimo una spolverata di zucchero a velo o qualche scaglia di cioccolato fondente.

è una torta che non chiede attenzioni, ma le ottiene lo stesso.
e quando qualcuno dice “ne prendo solo un pezzetto”, sai già come va a finire.

Musica per l’impasto

Cymatics, Nigel Stanford

Tortini di riso cremosi
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Zuppa di lenticchie e rape: ricetta semplice, nutriente e vegetale

Zuppa di lenticchie e rape: ricetta semplice, nutriente e vegetale

Eravamo minuscoli.
Dapprima lo sospettavamo, poi lo abbiamo capito. Lo sapevamo. Lo sapevamo benissimo.

La nostra galassia, la Via Lattea, è una spirale lenta e antica. Noi abitavamo un puntino sul suo bordo esterno. Il nostro Sole — che chiamavamo gigante per consolarci — era solo una stella qualunque, lanciata in una corsa perpetua attorno a un buco nero chiamato Sagittarius A*. Tutto girava. Tutto cadeva. Tutto continua prima e dopo di noi, anche senza di noi.

La Terra era ancora meno.
Una sfera azzurra, fragile, sospesa nel vuoto, dentro un universo in espansione, immenso e incurante. Un luogo raro. Un miracolo statistico. Un prestito. Noi eravamo suoi, non il contrario.

Su quel sassolino siamo nati per caso.
Per caso abbiamo imparato a camminare, a pensare, a nominare le cose. Per caso abbiamo acceso fuochi, scritto poesie, osservato le stelle. Avevamo abbastanza intelligenza per capire dove ci trovavamo. Non abbastanza saggezza per restarci.

Ci siamo comportati come proprietari di ciò che non ci apparteneva. Abbiamo seguito cervelli che non avevano saggezza, abbiamo scelto il dolore.
Abbiamo disegnato confini su mappe che l’universo non ha mai riconosciuto. Abbiamo fatto guerre per linee invisibili, per simboli, per parole. Abbiamo ucciso, affamato, avvelenato. Abbiamo abbattuto foreste come se il respiro fosse una risorsa rinnovabile all’infinito.

Abbiamo chiamato progresso l’accumulo.
Abbiamo adorato il denaro come un dio frettoloso e distratto. Pochi hanno preso tutto, molti hanno accettato di servire, e quasi nessuno ha guardato abbastanza lontano da chiedersi: dopo di noi, cosa resta?

Sapevamo di non essere immortali.
Ci siamo comportati come se lo fossimo.

Se esistesse un Dio, forse non ci avrebbe puniti.
Forse ci avrebbe semplicemente lasciati fare sicuro che tanto avremmo fatto da noi. E questo è stato il giudizio.

Ora la spirale continua a ruotare.
Il buco nero attende.
L’universo si espande.

E di noi restarà solo una traccia sottile:
una specie intelligente che aveva tutto — tempo, bellezza, possibilità —
e ha scelto di non capire.

Fose la fine non sarà quella, forse questi moscerini impazziti e deliranti che abbiamo scelto per guidarci moriranno e con loro anche la loro idea di “vita”. Forse torneremo ad ascoltare le urla dei più disperati e a non voltarci dall’altra parte, forse torneremo ad essere umani e non imbecilli alla rincorsa del potere. Forse.

Forse è meglio parlare di lei, della zuppa di lenticchie e rape che, nella sua normale semplicità, è invece una di quelle cose che ti fanno sentire in pace con profumi, consistenze e ricordi gentili. E’ un abbraggio umile, caldo e amorevole che scalda il corpo e l’anima in questo inizio – delirante – anno.

Musica per la cottura

Misa Criolla, Fuego

Zuppa di lenticchie e rape: ricetta semplice, nutriente e vegetale
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