Mini moussecake ai petali di tartufo e lampone

Mini moussecake  ai petali di tartufo e lampone

Walkin’ on the sun, Smash Mouth

si potrebbe fare un post muto, solo con le foto e la ricetta, i prodotti di Stefania parlano da soli, sempre.

dopo varie diatribe casalinghe per la scelta e la realizzazione di una ricetta con i PETALI DI TARTUFO AL LAMPONE di Stefania Calugi è “uscita” questa mini moussecake, in realtà di semplice realizzazione ma molto scenica.

e fare una ricetta dolce con il tartufo non è facile o scontato, bisogna prima di tutto avere l’ingrediente principe, IL TARTUFO, di prima scelta.

conosco Stefania personalmente da quattro anni, o forse di più, e oltre ad essere una bella persona è una professionista seria e affidabile nel suo lavoro. tutti i suoi prodotti, e io ho avuto il piacere di assaggiarne diversi, sono di prima scelta, di prima qualità: mi vengono in mente la giardiniera, le zucchine sott’olio, i carciofini, le marmellate al profumo di tartufo, il burro al tartufo e potrei andare avanti per molto ancora.

potete andare a curiosare sul nuovo sito di Stefania Calugi e scegliere quello che più vi si addice, tartufi e non solo.

io poi con loro mi diverto perchè mi lasciano carta bianca, posso spaziare in qualsiasi campo, in qualsiasi direzione e inventarmi ricette come questa della mini moussecake ai petali di tartufo e lampone.

e questo pratico macinino è una meraviglia per qualsiasi ricetta: pensate, un semplice uovo al tegamino insaporito con una bella grattugiata di petali di tartufo? un pranzo da regine!

Calugi Stefania - petali di tartufo
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Pane sfogliato arrotolato con semi di sesamo

Pane sfogliato arrotolato con semi di sesamo

Moby, Everloving

l’ultima sfogliatura, poi mi fermo per un po’ perchè mi manca l’ispirazione, sarà la Pasqua che incombe o il lookdown immeninte.

ma la sfogliatura è una delle mie ultime passioni e ancora non ho trovato la giusta dimensione per la sfogliatura del pane…

si vive di passioni, io ho sempre vissuto di passioni, piccole e grandi.

e con il passare del tempo ti guardi indietro e trovi che i tuoi sogni si sono anche realizzati. magari quando ci sei dentro, nel sogno, non te ne accorgi nemmeno ma se fai il “conto” dopo, li vedi, li vedi tutti in fila e ti compiaci di te stesso per averli realizzati davvero.

per esempio, mi ricordo di averlo “pensato” diverse volte che io avrei fatto un libro, non mi era ben chiaro che libro potesse essere ma di sicuro c’entravano la fotografia e il cibo. lo pensavo quasi tutte le mattina mentre andavo a lavorare in auto, da sola, con Il Ruggito del Coniglio alla radio di sottofondo. e lo pensavo, lo sognavo, lo volevo davvero. e l’ho fatto, l’ingranaggio è partito, la ruota si è messa in moto e io ci sono salita in corsa.

era un periodo di merda, scusate il francesismo, ma credetemi sulla parola, era un periodo veramente di merda e io mi sono trovata a chiedermi se ne avessi la forza fisica e mentale. me lo sono chiesto ma non sono riuscita a dirmi di no, non sono riuscita a non buttarmi.

e buttarsi nelle cose che ti piacciono è meravigliso: quel brivido, quella sfida, quell’emozione che ti fanno scorrere più veloce il sangue nelle vene, quelle emozioni che ti formicolano addosso, le senti nella pancia, nel cuore, sulla pelle, dentro le ossa. una boccata di ossigeno. un volo pindarico. un tuffo nel vuoto.

Dio che bellezza.

perchè i desideri, se chiari e forti, l’universo te li rende, te li mette in moto e tu che ci sei dentro devi conquistarteli ma te li rende.

e mi mancano i desideri, quelli grossi, quelli impossibili. mi manca trovare un’emozione da seguire, è come se con il Covid mi fossi spenta e non va bene, la vita è adesso e non domani. è come perdere il carrello pieno fra gli scaffali del supermercato: lo sai che è lì ma non lo vedi, non lo trovi.

bisogna ricominciare a sognare, bisogna aprire quella scatola e farli uscire, i sogni, senza paura, senza timore ma bisogna stare attenti a quello che si desidera, bisogna sentirlo nei particolari, bisogna stare attenti a quello che si desidera perchè potrebbe avverarsi.

i sogni sono potenti, l’energia non si puo’ fermare.

meglio parlare di pane, ok?, ho farneticato abbastanza per oggi!

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Pizze fritte

e il lavoro-gratis

Pizze fritte

Ora vi racconto delle pizze fritte, dopo la ricetta invece trovate una cosa che mi rode da qualche tempo…. e bisogna che lo esterni pubblicamente, bisogna che farnetichi un pochino…

quindi se avete voglia di leggere scorrete in fondo, questa ricetta invece è dedicata a una mia meravigliosa amica che non mangia carboidrati, di solito, ma al mio pane e alle mie pizze fritte non sa rinunciare.

Pizze fritte
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